Altro che palestra in casa… tutte balle!

cyclette
Photo taken by "dani3i3" on Flickr - (Creative Commons)

Proprio a cena ieri sera con degli amici si e’ toccato l’argomento degli attrezzi per fare ginnastica a casa: di come vogatori, cyclette, panche e chi piu’ ne ha piu’ ne metta – dopo l’entusiasmo iniziale vanno a finire in cantine o soffitte.

Qualche giorno fa, un articolo del corriere riportava proprio i risultati di un’indagine al riguardo:

Commenta David Williams, professore associato di psichiatria e comportamento umano dell’Alpert Medical School della Brown University: «Non è corretto affermare che la palestra a domicilio non serve. Allenarsi in teoria potrebbe risultare più semplice, ma l’elemento fondamentale è la motivazione interiore. Solo se siamo davvero determinati la ginnastica casalinga ha senso”.… Negli Stati Uniti il giro di affari legato all’acquisto di strumenti da camera è stimato attorno ai 4 miliardi di dollari all’anno. Secondo un’indagine dell’associazione Consumers Reports il 40% dei clienti dell’home wellness confessano di aver utilizzato le macchine meno del previsto.

Motivazione. Come in tutte le cose, e’ l’elemento fondamentale che resiste al tempo, alla fatica, alle sconfitte e alla paura. Gia’ gia’…e viene da dentro, e non si ingurgita come una bottiglia di gatorade o di redbull.

Corsa al parco della Mandria

L’altra mattina con i colleghi con cui abitualmente vado a correre durante l’ora di pranzo, abbiamo fatto un bel giro tra i viali del parco della Mandria a Venaria.

Cielo azzurro senza nuvole, temperatura accettabilissima, aria fresca rigenerante.  Un po’ di ghiaccio sui sentieri piu’ interni non puliti dagli spazzaneve, una bellissima esperienza pero’!

Libro: L’attentatrice

Capita alle volte di trovare delle perle di libro. Capita alle volte, e sovente, che non siano tra quelli spinti e appoggiati da massicce operazioni di marketing delle case editrici. Capita, infine alle volte, che eventi di attualita’ si incrocino con storie simili, se non identiche.

E cosi’, in queste giornate di riposo natalizie, ho trovato in biblioteca e letto con avidita’ a casa questo bel libro di Yasmina Khadra (pseudonimo per uno scrittore maschile), L’Attentatrice. Un arabo da anni “naturalizzato” in Israele scopre tragicamente che la propria moglie e’ una kamikaze: e il racconto segue la scoperta, scandagliando gli animi di ebrei ed arabi, sollevandone motivazioni e comprensioni senza propendere per una fazione o l’altra. Di tragica attualita’, appunto – in questi giorni di bombardamenti a Gaza.

L’attentatrice e’ uno di quei (rari) testi che allo sviluppo del racconto originale unisce descrizioni profonde e coinvolgenti degli stati d’animo, facendole accompagnare anche da perle di poesia sparse qua e la’ nel testo.

Magistrale questo pezzo sullo stato d’animo che prende quando rimaniamo spiazzati da qualcosa di inaspettato:

Pensiamo di sapere. Allora abbassiamo la guardia e facciamo come se tutto andasse per il meglio. Con il tempo finiamo per non prestare piu’ attenzione alle cose come si dovrebbe. Siamo fiduciosi. Cosa possiamo
volere di piu’? La vita ci sorride, a anche la sorte. Amiamo e siamo amati. POssiamo realizzare i nostri sogni. TUtto va bene, tutto ci arride… Poi inaspettatamente, il cielo ci cade sulla testa. Una volta a terra ci accorgiamo che la vita, tutta la vita – con i suoi alti e bassi, le sue fatiche e le sue gioie, le sue promesse e i suoi fallimenti – e’ attaccata a un filo inconsistente e impercettibile, simile a quello di una ragnatela. D’un tratto il minimo rumore ci spaventa e non abbiamo piu’ voglia di credere a nulla. Vogliamo solo serrare gli occhi e non pensare piu’ a niente.

E briciole di poesia come questa:

“certi che il giorno che sorge, come quelli che l’hanno preceduto,
non sapra’ illuminare a sufficienza il cuore degli uomini.”.

Puccini half marathon: prepariamoci…

La prima gara del 2009! E’ ancora vivo il bellissimo ricordo della corsa dell’anno scorso, con una giornata di sole che ha accompagnato la fresca aria di gennaio lungo il bellissimo percorso della gara.

E’ la prima corsa della serie dell’anno, la preparazione e’ gia’ iniziata da qualche settimana, e mi sa che anche questa volta i tempi saranno nella media dello scorso anno, senza alcun miglioramento (che si manifesta invece verso aprile).

Devo macinare ancora piu’ chilometri, e con allenamenti di qualita’, non tanto per correre.  Cosa che durante queste festivita’ sono riuscito a realizzare in parte: ho corso un centinaio di KM, dribblando nevicate e godendomi le basse temperature in piazza d’armi a Torino – ma adesso e’ gia’ da qualche giorno che le scarpe restano ferme… causa neve. Cosi’ salta questa settimana, conto sabato o domenica di riprendere: rimane cosi’ solo l’ultima settimana per scaldarsi ancora prima di domenica 18, a Torre del Lago!

Viaggio di Pasqua: Atene

Quanto una gestazione e’ durata la scelta delle foto, l’inserimento del testo di commento e l’upload sul sito: comunque, ora ci siamo.

Mosaico foto viaggio Atene

Qui la traccia dei giorni di vacanza di pasqua trascorsi ad Atene, e qui le foto: come sempre,a disposizione per commenti e consigli! 😉

Prosecco

In questo articolo del NYtimes , si illustra il continuo successo che il prosecco nostrano sta avendo nel mondo. E, con il successo, anche le imitazioni, come quella del prosecco in lattina… che barbarita’!Questa volta vengono dall’estero, ma qualcuno si ricorda di una ventina di anni fa con il vino “Giacobazzi” in lattina!?

Visto come un’alternativa economica al piu’ blasonato champagne, il prosecco sta cercando una prima (tardiva) tutela a livello di marchio in Italia, per poi estendersi all’Europa. Intanto continuo a gustarmi in questi giorni l’ottimo prosecco Stella di Valdobbiadene… 😉

Israele e Palestina: l’attentatrice

Per pura coincidenza (l’avevo preso prima delle azioni militari di Israele di questa fine d’anno), ho finito di leggere il libro di Khadra “L’attentatrice”. Bellissimo testo, intenso e profondo nelle descrizioni degli stati d’animo di entrambe le parti, pur rimanendo in equilibrio senza propendere per una o per l’altra. Magistrale la descrizione di quando il protagonista, arabo integrato nella societa’ israeliana, scopre che la propria moglie si e’ immolata come kamikaze.

Pensiamo di sapere. Allora abbassiamo la guardia e facciamo come se tutto andasse per il meglio. Con il tempo finiamo per non prestare piu’ attenzione alle cose come si dovrebbe. Siamo fiduciosi. Cosa possiamo
volere di piu’? La vita ci sorride, a anche la sorte.
Amiamo e siamo amati. Possiamo realizzare i nostri sogni. Tutto va bene, tutto ci arride…
Poi inaspettatamente, il cielo ci cade sulla testa. Una volta a terra ci accorgiamo che la vita, tutta la vita – con i suoi alti e bassi, le sue fatiche e le sue gioie, le sue promesse e i suoi fallimenti – e’ attaccata a un filo inconsistente e impercettibile, simile a quello di una ragnatela. D’un tratto il minimo rumore ci spaventa e non abbiamo piu’ voglia di credere a nulla. Vogliamo solo serrare gli occhi e non pensare piu’ a niente.