Ancora un trasloco.

Ancora un trasloco. Di web. Dopo piu’ di tre anni in cui queste pagine hanno riposato tra le braccia di mamma Google (chissa’, al femminile, forse perche’ un abbraccio e’ donna – o forse perche’ come tale tranquillizza di piu’?) – ho deciso di spostare il tutto sulla piattaforma di blog WordPress.

E’ cambiato il layout, piu’ sobrio – anche se sulla sidebar (qui a sinistra) ho lasciato un po’ di cosette che gia’ avevo.  Il prossimo passo sara’ l’intestazione e poi il passaggio sara’ completo.

Nel frattempo e’ stato utile per apprendere qualcosa di piu’ sia su WP sia su Aruba, il provider che mi ospita.

Genitori iperprotettivi: l’immaturita’, guaio di questi tempi.

Partendo da un fatto di cronaca avvenuto negli usa (una ragazzina tredicenne suicida dopo che il suo ragazzo di sedici anni la lascio’ prendendola in giro), apophenia sviluppa un’interessante analisi sul modo di essere genitori oggi che ho qui di seguito riportato.
L’immaturita’ educativa di molti genitori deriva da una immaturita’ individuale come singole persone, ancor prima che come coppia e famiglia. Ed e’ fortemente legata al modello di societa’ (occidentale) dei consumi per cui l’apparire e il successo, il gradimento agli altri contano piu’ di se stessi.


Much to my dismay, parenting today seems to require absolute belief that you’re child is the best child ever. Many parents think that their child can do no wrong and, thus, are unable to hear critiques of their own children. In some ways, it’s not surprising… people have fewer kids (who are mostly wanted thanks to birth control), inhabit single family homes, and live in a nurture-centric world where their children reflect on them at every level. Doubting one’s child means doubting oneself.

The result of our child obsession is that parents are overprotective. They want to cushion their children from every scratch and get involved in every incident that makes their children feel emotional or physical pain. This is precisely what causes parents to call schools when their child gets a B or ring up other parents when something mean is said on the schoolyard or other symptoms of “helicopter parenting.” Children are not encouraged to struggle through the feelings of pain and hurt and find a solution; instead, parents are expected to get involved and fix it and most enter the ring voluntarily. In these environments, there’s no social solidarity amongst parents and parents are unable to hear criticism about their child. Instead, such critiques are viewed as attacks and are used as weapons when parents want others to control their children their way.

Respirare meglio, correre meglio.

Non si smette mai di imparare. Mai.

Un aspetto della corsa su cui mi sono concentranto nelle ultime settimane, e che ha contribuito ad un miglioramento generale insieme ai singoli allenamenti, e’ stata la modalita’ di respirazione.

Durante una corsa un amico mi ha parlato della modalita’ di respirazione addominale yoga, la pranayama, applicata alla corsa. E’ una tecnica di base che gia’ nel corso di yoga pratico – ma che non avevo mai considerato di utilizzare anche correndo. Anche qui ne viene suggerita l’adozione per migliorare la propria capacita’ respiratoria durante una corsa.

Si tratta di distendere l’addome e di permettere ad ogni inspiro agli addominali, e di conseguenza alla sezione inferiore dei polmoni, di potersi dilatare maggiormente aumentando cosi’ la quantita’ di aria che viene inalata.

Ho iniziato cosi’ ad osservarmi meglio durante le corse, e ho notato che effettivamente il mio respirare era molto alto, e non si espandeva a sufficienza verso l’addome basso, impedendo cosi’ di poter inspirare una dose maggiore di ossigeno ad ogni inalazione. Non e’ un meccanismo automatico, occorre concentrarsi all’inizio per avviare poi la serie correttamente – ma dopo un po’ un lieve vantaggio si percepisce, a tutto vantaggio della resistenza e della velocita’.

Mezza maratona: a che velocita’?

Dopo la corsa di domenica scorsa, realizzata con una media di 4’45” al km, proseguo nel piano di allenamento per la prossima gara.

Come gia’ deciso, per il 2008 mi voglio concentrare sulle mezze maratone. Per darmi un obiettivo realistico di tempi (l’ultima che feci fu a 5’22”) ho provato a dare un’occhiata in giro ai metodi che consentono di estrapolare la velocita’ in una gara a partire dai tempi ottenuti in un’altra di distanza differente.

Qui sono illustrati quattro metodi differenti, mentre il metodo di Riegel e’ quello che viene proposto per le migliori approssimazioni:

TP2=TP1*(D2/D1)^1,06

dove TP1(2) e D1(2) sono i tempi e le distanze delle due gare che si confrontano.

E cosi’, facendo un po’ di conticini, il mio target per la prossima mezza e’ correre sui 4’55”. Si, diciamo che anche un 5′ andrebbe bene… 😉

Si fanno le scarpe.

Le evoluzioni del web e della personalizzazione non vedono soste: il NY times riporta fa una panoramica dei siti (tra cui Tupli) cui rivolgersi per personalizzarsi e farsi fare scarpe su misura.

Certune sono proprio bruttine… certo che se si riuscisse ad unire l’abilita’ e lo stile dei nostri artigiani con l’innovazione del web potrebbe ne potrebbero venir fuori delle belle!

Divorzio online

Ormai su web c’e’ tutto – nel bene e nel male, come nella realta’ fisica. Ci sono i siti per incontrarsi, per metter su famiglia, per imparare a crescere la prole… mancava quello che aiuta quanti hanno deciso per l’ultimo passo di coppia.
xx
Certo che il pragmatismo anglosassone e’ pronto a sfruttare tutte le occasioni!

Tuttadritta 2007!

07 e’ l’anno.. e 07 sono all’incirca i minuti in meno che ho impiegato quest’anno in questa bellissima giornata di dicembre per correre i dieci chilometri da piazza Solferino fino all’arrivo alla palazzina di Stupinigi! 47′ 32″

arrivo tuttadritta torino

Ok, si puo’ migliorare e da domani penseremo come togliere ancora qualche secondo: intanto oggi mi godo le sensazioni bellissime provate durante la corsa.

Ero quasi sicuro di riuscire a stare sotto i cinquanta minuti, puntavo a corrre ad una media di 4’50” ogni km – per cui quando ho visto i 4’39” al primo passaggio ho tirato un po’ il freno per non cadere nel solito errore di bruciarsi all’inizio e non farcela alla fine. E cosi’ i due passaggi seguenti ho un po’ rallentato… ma sentivo le gambe correre leggere, il fiato regolare e profondo, la mente tranquilla e fiduciosa e … cosi’ ho abbandonato la razionalita’ e ho seguito le sensazioni del corpo, divertendomi fino all’ultimo metro!

Pi Greco

Riprendo da qui questa efficace e intuitiva animazione sul significato di Pi Greco:
pi-grco

carina,no?