{"id":528,"date":"2010-03-07T15:57:57","date_gmt":"2010-03-07T14:57:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovannimartini.it\/giardino\/?p=528"},"modified":"2010-07-11T14:08:31","modified_gmt":"2010-07-11T13:08:31","slug":"una-corruzione-della-legge-che-viola-uguaglianza-e-imparzialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovannimartini.it\/giardino\/?p=528","title":{"rendered":"&#8220;Una corruzione della legge che viola uguaglianza e imparzialit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<h2>Il costituzionalista Zagrebelsky: cos\u00ec si apre la strada a nuove  intimidazioni<br \/>\nIl presidente Napolitano opera per evitare la violenza<\/h2>\n<p><strong>ROMA<\/strong> &#8211; Non critica Napolitano, dissente da Di Pietro, benedice le proteste, boccia un decreto inconcepibile in uno Stato di diritto. Gustavo Zagrebelsky inizia citando un episodio che, &#8220;nel suo piccolo&#8221;, indica lo stravolgimento dell&#8217;informazione.<strong> Al Tg1 di venerd\u00ec sera va in onda la foto di Hans Kelsen, uno dei massimi giuristi del secolo scorso. &#8220;Gli fanno dire che la sostanza deve prevalere sulla forma: a lui, che ha sempre sostenuto che, in democrazia, le forme sono sostanza<\/strong>. Una disonest\u00e0, tra tante. Gli uomini di cultura dovrebbero protestare per l&#8217;arroganza di chi crede di potersi permettere di tutto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Professore, che succede?<\/strong><br \/>\n&#8220;Apparentemente, un conflitto tra forma e sostanza&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Apparentemente?<\/strong><br \/>\n&#8220;Se guardiamo pi\u00f9 a fondo, \u00e8 un abuso, una corruzione della forza della legge per violare insieme uguaglianza e imparzialit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9? Non si trattava invece proprio di permettere a tutti di partecipare alle elezioni?<\/strong><br \/>\n&#8220;Il diritto di tutti \u00e8 perfettamente garantito dalla legge. Naturalmente, chi intende partecipare all&#8217;elezione deve sottostare ad alcuni ovvi adempimenti circa la presentazione delle candidature. <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Qualcuno non ha rispettato le regole. L&#8217;esclusione non \u00e8 dovuta alla legge ma al suo mancato rispetto.<\/strong><\/span> \u00c8 ovvio che la pi\u00f9 ampia &#8220;offerta elettorale&#8221; \u00e8 un bene per la democrazia. Ma se qualcuno, per colpa sua, non ne approfitta, con chi bisogna prendersela: con la legge o con chi ha sbagliato? <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ora, il decreto del governo dice: dobbiamo prendercela con la legge e non con chi ha sbagliato<\/strong><\/span>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>E con ci\u00f2?<\/strong><br \/>\n&#8220;Con ci\u00f2 si violano l&#8217;uguaglianza e l&#8217;imparzialit\u00e0, importanti sempre, importantissime in materia elettorale. L&#8217;uguaglianza. In passato, quante sono state le esclusioni dalle elezioni di candidati e liste, per gli stessi motivi di oggi? Chi ha protestato? Tantomeno: chi ha mai pensato che si dovessero rivedere le regole per ammetterle? La legge garantiva l&#8217;uguaglianza nella partecipazione. Si dice: ma qui \u00e8 questione del &#8220;principale contendente&#8221;. Il tarlo sta proprio in quel &#8220;principale&#8221;. <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Nelle elezioni non ci sono &#8220;principali&#8221; a priori. Come devono sentirsi i &#8220;secondari&#8221;? L&#8217;argomento del principale contendente \u00e8 preoccupante. Il fatto che sia stato preso per buono mostra il virus che \u00e8 entrato nelle nostre coscienze: il numero, la forza del numero determina un plusvalore in tema di diritti<\/span><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>E l&#8217;imparzialit\u00e0?<\/strong><br \/>\n&#8220;Il &#8220;principale contendente&#8221; \u00e8 il beneficiario del decreto ch&#8217;esso stesso si \u00e8 fatto. Le pare imparzialit\u00e0? Forse, penseremmo diversamente se il beneficiario fosse una forza d&#8217;opposizione. Ma la politica non \u00e8 il terreno dell&#8217;altruismo. Ci accontenteremmo allora dell&#8217;imparzialit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Anche lei, come l&#8217;ex presidente Onida, considera il dl una legge ad personam?<\/strong><br \/>\n&#8220;Questa vicenda \u00e8 il degno risultato di un atteggiamento sbagliato che per anni \u00e8 stato tollerato. Abbiamo perso il significato della legge. Vorrei dire: della Legge con la maiuscola. Le leggi sono state piegate a interessi partigiani perch\u00e9 chi dispone della forza dei numeri ritiene di poter piegare a fini propri, anche privati, il pi\u00f9 pubblico di tutti gli atti: la legge, appunto. Si \u00e8 troppo tollerato e la somma degli abusi ha quasi creato una mentalit\u00e0: che la legge possa rendere lecito ci\u00f2 che pi\u00f9 ci piace&#8221;.<br \/>\n<strong>Torniamo al decreto. Si poteva fare?<\/strong><br \/>\n&#8220;La legge 400 dell&#8217;88 regola la decretazione d&#8217;urgenza. L&#8217;articolo 15, al comma 2, fa <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>divieto di usare il decreto &#8220;in materia elettorale&#8221;<\/strong><\/span>. C&#8217;\u00e8 stata innanzitutto la violazione di questa norma, dettata non per capriccio, ma per ragioni sostanziali: la materia elettorale \u00e8 delicatissima, \u00e8 la pi\u00f9 refrattaria agli interventi d&#8217;urgenza e, soprattutto, non \u00e8 materia del governo in carica, cio\u00e8 del primo potenziale interessato a modificarla a suo vantaggio. Mi pare ovvio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Quindi, nel merito, il decreto viola la Costituzione?<\/strong><br \/>\n&#8220;Se fosse stato adottato indipendentemente dalla tornata elettorale e non dal governo, le valutazioni sarebbero del tutto diverse. Dire che il termine utile \u00e8 quello non della &#8220;presentazione&#8221; delle liste, ma quello della &#8220;presenza dei presentatori&#8221; nei locali a ci\u00f2 adibiti, pu\u00f2 essere addirittura ragionevole. Non \u00e8 questo il punto. \u00c8 che la modifica non \u00e8 fatta nell&#8217;interesse di tutti, ma nell&#8217;interesse di alcuni, ben noti, e, per di pi\u00f9, a partita in corso. \u00c8 un intervento fintamente generale, \u00e8 una &#8220;norma fotografia&#8221;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Siamo di fronte a una semplice norma interpretativa?<\/strong><br \/>\n&#8220;<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Quando si sostituisce la presentazione delle liste con la presenza dei presentatori non possiamo parlare di interpretazione. \u00c8 un&#8217;innovazione bella e buona<\/strong><\/span>&#8220;.<br \/>\n<strong><br \/>\nE la soluzione trovata per Milano?<\/strong><br \/>\n&#8220;Qui si trattava dell&#8217;autenticazione. Le formule usate per risolvere il problema milanese sono talmente generiche da permettere ai giudici, in caso di difetti nella certificazione, di fare quello che vogliono. Cos\u00ec, li si espone a tutte le possibili pressioni. Nell&#8217;attuale clima di tensione, questa pessima legislazione \u00e8 un pericolo per tutti; \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>via aperta alle intimidazioni<\/strong><\/span>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Lei boccia del tutto il decreto?<\/strong><br \/>\n&#8220;Primo: un decreto in questa materia non si poteva fare. Secondo: soggetti politici interessati modificano unilateralmente la legislazione elettorale a proprio favore. Terzo: si finge che sia un interpretazione, laddove \u00e8 evidente l&#8217;innovazione. Quarto: l&#8217;innovazione avviene con formule del tutto generiche che espongono l&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria, quale che sia la sua decisione, all&#8217;accusa di partigianeria&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Di Pietro e Napolitano. \u00c8 giusta la critica dell&#8217;ex pm al Colle?<\/strong><br \/>\n&#8220;Le reazioni di Di Pietro, quando accusa il Capo dello Stato di essere venuto meno ai suoi doveri, mi sembrano del tutto fuori luogo. Ciascuno di noi \u00e8 libero di preferire un comportamento a un altro. Ma \u00e8 facile, da fuori, pronunciare sentenze. La politica \u00e8 l&#8217;arte di agire per i giusti principi nelle condizioni politiche date. Queste condizioni non sempre consentono ci\u00f2 che ci aspetteremmo. Quali sono le condizioni cui alludo? Sono una sorta di violenza latente che talora viene anche minacciata. La violenza \u00e8 la fine della democrazia. Il Capo dello Stato fa benissimo a operare affinch\u00e9 non abbia mai a scoppiare&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ma Di Pietro, nella firma del Presidente, vede un attentato.<\/strong><br \/>\n&#8220;La vita politica non si svolge nel vuoto delle tensioni, ma nel campo del possibile. Il presidente ha agito usando l&#8217;etica della responsabilit\u00e0, mentre evocare iniziative come l&#8217;impeachment significa agire secondo l&#8217;etica dell&#8217;irresponsabilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 preoccupato da tutto questo?<\/strong><br \/>\n&#8220;S\u00ec, \u00e8 anche molto. Perch\u00e9 vedo il tentativo di far <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>prevalere le ragioni della forza sul quelle del diritto<\/strong><\/span>. Bisogna dire <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>basta alla prepotenza dei numeri e chiamare tutte le persone responsabili a riflettere sulla violenza che la mera logica dei numeri porta in s\u00e9<\/strong><\/span>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;opposizione \u00e8 in rivolta. Le prossime manifestazioni e le centinaia di messaggi sul web non rischiano di produrre una spirale inarrestabile?<\/strong><br \/>\n&#8220;Ogni forma di mobilitazione contro gli abusi del potere \u00e8 da approvare. L&#8217;unica cautela \u00e8 far s\u00ec che l&#8217;obiettivo sia difendere la Costituzione e non alimentare solo la rissa. C&#8217;\u00e8 chi cerca di provocare lo scontro. Per evitarlo non si pu\u00f2 rinunciare a difendere i principi fondamentali. Speriamo che ci si riesca. La mobilitazione dell&#8217;opposizione responsabile e di quella che si chiama la societ\u00e0 civile pu\u00f2 servire proprio a far aprire gli occhi ai molti che finora non vedono&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2010\/03\/07\/news\/zagrebelsky_intervista-2539237\/\">http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2010\/03\/07\/news\/zagrebelsky_intervista-2539237\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il costituzionalista Zagrebelsky: cos\u00ec si apre la strada a nuove intimidazioni Il presidente Napolitano opera per evitare la violenza ROMA &#8211; Non critica Napolitano, dissente da Di Pietro, benedice le proteste, boccia un decreto inconcepibile in uno Stato di diritto. Gustavo Zagrebelsky inizia citando un episodio che, &#8220;nel suo piccolo&#8221;, indica lo stravolgimento dell&#8217;informazione. 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