{"id":308,"date":"2008-11-28T10:44:06","date_gmt":"2008-11-28T09:44:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giovannimartini.it\/giardino\/?p=308"},"modified":"2008-11-28T10:44:58","modified_gmt":"2008-11-28T09:44:58","slug":"308","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovannimartini.it\/giardino\/?p=308","title":{"rendered":"Baricco: Futuro, Progetto, Progresso."},"content":{"rendered":"<p>Bella fotografia dello stato d&#8217;animo della societa&#8217; attuale di Alessandro Baricco, ripresa da <a href=\"http:\/\/blog.debiase.com\/2008\/11\/27.html\">De Biase <\/a>e <a href=\"http:\/\/lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com\/\">Luca Chittaro<\/a> alla giornata del <a href=\"http:\/\/www.telecomfuturecentre.it\/\">Future Centre di Telecom Italia.<\/a><\/p>\n<blockquote><p>\u00abConta quello che raccontiamo. Non quello che effettivamente risulta reale. Non discuto questa situazione. Ma la voglio usare. Come ci raccontiamo il futuro?<\/p>\n<p>La pi\u00f9 diffusa narrazione del futuro, in Occidente, secondo me \u00e8: \u00ab<strong>Il futuro \u00e8 finit<\/strong>o\u00bb.<\/p>\n<p>Il futuro \u00e8 una discarica nella quale buttare quello che rifiutiamo del presente.<\/p>\n<p>Questo ha ucciso due categorie fondamentali. <strong>Progetto<\/strong>. <strong>Progresso<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Progetto<\/strong>: \u00e8 ormai una cosa che riguarda al massimo due anni. La Toyota tanti tanti anni fa si diede un progetto per 15 anni avanti. E ora \u00e8 due giri pi\u00f9 avanti degli altri. Ma oggi, in Italia, nel mondo, che tipo di respiro e progettualit\u00e0 usiamo per fare il futuro? Siamo schiacciati sul brevissimo termine.<\/p>\n<p><strong>Progresso<\/strong>: era inequivocabile che i figli sarebbero stati pi\u00f9 ricchi dei genitori. Oggi no. Questo \u00e8 finito. Al massimo si pu\u00f2 pensare che saranno pi\u00f9 sicuri. O pi\u00f9 sani. Nell&#8217;Ottocento la forma del romanzo ha accompagnato l&#8217;idea che l&#8217;umanit\u00e0 fosse lanciata nel progresso.<\/p>\n<p><strong>Difficile immaginare il futuro senza avvalersi di queste due categorie: progetto e progresso.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nL&#8217;idea di futuro sembra essere stata sostituita dalla categoria di <strong>nuovo<\/strong>. E&#8217; un impoverimento drastico. Viene da una mentalit\u00e0 commerciale, niente di male, ma \u00e8 importante. <strong>Nell&#8217;idea di nuovo la nostra societ\u00e0 si accontenta di vedere il futuro.<\/strong><\/p>\n<p>Nuovo non \u00e8 differente. E&#8217; una categoria pi\u00f9 domestica e addomesticabile.<\/p>\n<p><em>Un simbolo di questo nostro modo di pensare il tempo \u00e8 nella forma narrativa di maggiore successo dell&#8217;Occidente: la serie televisiva.<\/em> Lost. Doctor House. Csi. Lo schema: non si capisce perch\u00e9 l\u00ec, non si capisce da dove vengono e dove vanno, si sa che c&#8217;\u00e8 un movimento di andata e ritorno che lascia sempre tutto dov&#8217;\u00e8. <em>Non \u00e8 come il film dove si parte da un punto e si arriva in un altro punto. In Doctor House il mondo non cambia mai. C&#8217;\u00e8 un divenire in ogni respiro che apre e chiude, interroga e risponde, riportando tutto dove \u00e8 partito. L&#8217;azione basata sull&#8217;idea che la storia possa essere infinita. Il movimento nell&#8217;immobilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Questa tecnica narrativa esclude categoricamente l&#8217;idea di futuro.<\/p>\n<p>Noi occidentali abbiamo scelto questa forma narrativa come la forma narrativa pi\u00f9 amata. <strong>Il presente \u00e8 l&#8217;unico ossessivo accadimento. Esclude il passato e il futuro. Esclude il prima e il dopo.<\/strong><\/p>\n<p>Questi sono sintomi. Stiamo elevando il presente a unica vera realt\u00e0. Che cosa sta succedendo sul pianeta? <strong>Febbrile immobilit\u00e0.<\/strong> Dove accade una sola cosa. Ogni giorno. Da molto tempo. Un numero enorme di umani sta entrando in un territorio di consumi, desideri, narrazioni, esperienze, emozioni che fino a qualche tempo fa era riservato a un&#8217;\u00e9lite e che ora \u00e8 disponibile a moltissimi. Accesso a informazione, esperienze, desideri, piaceri, luoghi. L&#8217;accesso.<\/p>\n<p>Il gesto simbolico \u00e8 la Caduta del Muro di Berlino.<\/p>\n<p>E che cosa trova la gente che entra, superando le macerie del Muro? I supermercati, prima di tutto. Poi tutto ci\u00f2 che insegna la nostra civilt\u00e0. La grammatica di tutto \u00e8 ancora illuministo-romanticismo. La costituzione \u00e8 quello che ancora proponiamo agli immigrati. Per mantenere le cose come stanno.<\/p>\n<p>Ma&#8230; ma ci sono persone come Tim Berners Lee. I nuovi umani a cui \u00e8 stato dato l&#8217;accesso ai vecchi privilegi hanno portato una diversa grammatica della mente. Una diversa meccanica della mente. Quelli che sono entrati e prendevano lezioni sulla vecchia grammatica ne stavano gi\u00e0 creando un&#8217;altra. Questi umani erano differenti in alcuni elementi costitutivi dell&#8217;essere umano. Differenti. Non nuovi. Il web non \u00e8 nuovo: \u00e8 differente.<\/p>\n<p>Gli insegnanti della civilt\u00e0 tradizionale sono mutati dai loro studenti.<\/p>\n<p>La mutazione. La grammatica \u00e8 differente. Qual \u00e8 il cuore di questa differenza? Secondo me, due punti<br \/>\n1. a un&#8217;idea di senso, di intensit\u00e0 come tesoro raggiungibile attraverso un lavoro di pazienza, di permanenza, di attenzione, di profondit\u00e0, di concentrazione su un singolo punto, a quest&#8217;idea si \u00e8 sostituita una differente idea, \u00e8 un movimento dinamico, veloce in superficie in tutte le direzioni che coglie il senso delle cose;<br \/>\n2. un&#8217;idea completamente differente su che cosa sia naturale e artificiale, su che cosa sia reale e virtuale; \u00e8 una cosa differente; la gente oggi pensa che chattare con uno sconosciuto sia una comunicazione reale (anche se crede che sia una ragazza su una sedia a rotelle e invece \u00e8 un farmacista di sessant&#8217;anni); come i corpi degli sportivi saranno una somma di pezzi artificiali, farmaci e natura; non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 barriera tra naturale e artificiale.<\/p>\n<p>Una sola parola? Esperienza. Il rapporto tra l&#8217;uomo e l&#8217;altro dall&#8217;uomo \u00e8 l&#8217;esperienza che genera senso. Il differente \u00e8 che cosa si pensa che sia l&#8217;esperienza. La domanda oggi \u00e8: che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;esperienza.<\/p>\n<p>E dunque? Il futuro \u00e8 finito. Questo \u00e8 vero.<\/p>\n<p><strong>Il futuro non esiste come sviluppo del presente. Ma esiste come distruzione del presente. Il futuro non \u00e8 per intellettuali che minuettano con le idee<\/strong>. E&#8217; per selvaggi di genio. Che strappano con il passato.<\/p>\n<p>Viviamo in una situazione che non prevede il futuro. Ma ci possiamo rendere disponibili al futuro. Se per\u00f2 cambiamo la grammatica. Distruggendo il presente.<\/p>\n<p>Il mio compito? Conservare il grande patrimonio della storia. Mentre i selvaggi di genio portano una nuova grammatica, io ho un compito: il gesto quasi dell&#8217;amanuense. Riscrivere il mondo con la grammatica di quelli che l&#8217;hanno distrutto. Nella lingua del futuro. Perch\u00e9 quel futuro accada senza che sia una gravissima perdita\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bella fotografia dello stato d&#8217;animo della societa&#8217; attuale di Alessandro Baricco, ripresa da De Biase e Luca Chittaro alla giornata del Future Centre di Telecom Italia. \u00abConta quello che raccontiamo. Non quello che effettivamente risulta reale. Non discuto questa situazione. Ma la voglio usare. Come ci raccontiamo il futuro? 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