Il corpo degenera a partire dai 45 anni – Corriere della Sera

Per chi ancora pensa che basti andare in palestra a fare attivita’ soft, o ancor peggio, mettere le gambe sotto la tavola sia il massimo dalla vita…

…Una volta raccolti i dati, i modelli statistici hanno mostrato che i livelli di fitness diminuiscono sì nel tempo, ma non in modo lineare: dopo i 45 anni il declino della forma cardiovascolare subisce infatti un’accelerazione. E questo vale soprattutto per gli uomini.

STILE DI VITA – Ovviamente restano le differenze in base al diverso stile di vita. I risultati dello studio evidenziano anche che restare attivi, con un indice di massa corporeo normale e non fumatori permette di mantenere nel tempo una migliore forma fisica. «Questi dati indicano la necessità che i medici raccomandino ai pazienti di mantenere il peso nella norma, di fare attività fisica regolare e di astenersi dal fumo»

via Il corpo degenera a partire dai 45 anni – Corriere della Sera.

Sono cose che faccio ormai da qualche anno: certo che sentirsele dire a pochi giorni dalla fatidica data fa pensare (“per fortuna che le faccio gia’!” 😉

Come si passa il tempo (in USA).

Interessante animazione del NYT che visualizza il tempo dedicato dagli americani (a seconda ) per varie occupazioni.

L’animazione e’ in flash: qui due schermate che confrontano i risultati per le donne con quelli per gli uomini. Si nota come le prime lavorino di meno (fuori casa…. ma con maggiori incombenze domestiche) mentre dedicano piu’ tempo per lo shopping. Mentre i giovani si alzano tardi… beati loro! 🙂

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Tendine di achille: tecarterapia

Non essendo riuscito nelle scorse settimane a far scomparire del tutto il fastidio al tendine d’achille, dopo un cambio di ortopedico e nuova ecografia, ho iniziato dalla scorsa settimana delle sedute di tecarterapia. Si tratta di un procedimento per cui si genera calore endogeno sulla parte dolorante, facendo concentrare e accumulare cariche elettriche presenti nei tessuti verso la zona dolorante. All’inizio non si percepisce nulla, dopo qualche minuto pero’ si avverte un calore crescente localizzato in prossimita’ dell’elettrodo usato dal terapista (l’altro elettrodo e’ costituito da una placca metallica posta a contatto della gamba).

Dopo solo due sedute non ho ancora notato miglioramenti: e’ presto pero’, questi giungono intorno alla sesta seduta. E cosi’, pazientemente, attendiamo… 🙂

Corsa al parco della Mandria

L’altra mattina con i colleghi con cui abitualmente vado a correre durante l’ora di pranzo, abbiamo fatto un bel giro tra i viali del parco della Mandria a Venaria.

Cielo azzurro senza nuvole, temperatura accettabilissima, aria fresca rigenerante.  Un po’ di ghiaccio sui sentieri piu’ interni non puliti dagli spazzaneve, una bellissima esperienza pero’!

Puccini half marathon: prepariamoci…

La prima gara del 2009! E’ ancora vivo il bellissimo ricordo della corsa dell’anno scorso, con una giornata di sole che ha accompagnato la fresca aria di gennaio lungo il bellissimo percorso della gara.

E’ la prima corsa della serie dell’anno, la preparazione e’ gia’ iniziata da qualche settimana, e mi sa che anche questa volta i tempi saranno nella media dello scorso anno, senza alcun miglioramento (che si manifesta invece verso aprile).

Devo macinare ancora piu’ chilometri, e con allenamenti di qualita’, non tanto per correre.  Cosa che durante queste festivita’ sono riuscito a realizzare in parte: ho corso un centinaio di KM, dribblando nevicate e godendomi le basse temperature in piazza d’armi a Torino – ma adesso e’ gia’ da qualche giorno che le scarpe restano ferme… causa neve. Cosi’ salta questa settimana, conto sabato o domenica di riprendere: rimane cosi’ solo l’ultima settimana per scaldarsi ancora prima di domenica 18, a Torre del Lago!

Dolore al tendine di achille: cure

Da qualche tempo mi va e viene un dolore al tendine di achille, specialmente dopo corse e allenamenti. So che e’ un mio punto delicato, avevo gia’ fatto un’ecografia da cui non risulta nulla di particolare se non uno spessore ridotto del tendine.

Sono andato nuovamente dall’ortopedico che, dopo avermi fatto un’applicazione di mesoterapia, mi ha detto di continuare pure con gli allenamenti, facendo comunque ogni giorno esercizi di rafforzamento e distensione dei muscoli del polpaccio. Due volte al giorno, tre serie di 25 estensioni dei polpacci stando in punta su di uno scalino e flettendo entrambi i talloni dei piedi in basso di qualche centimetro.

Non posso dire che stia gia’ producendo effetti positivi – fra qualche mese si dovrebbero vedere effetti positivi.

E’ curioso pero’ che proprio negli stessi giorni nel gruppo “Runner” di Linkedin qualcuno avesse posto la domanda di come guarire dai dolori al tendine di achielle, e che le risposte giunte siano le stesse che ho poi ricevuto dal medico: in tutti i casi, si rifacevano ad uno studio di dieci anni fa di un’universita’ svedese… 😉

Puccini Marathon: il bello di una corsa.

E cosi’ ci fu infine la corsa. La Puccini (half) Marathon. Dopo la pioggia del giorno precedente, un bellissimo sole ci ha accolto al mattino della domenica alla partenza, a ridosso del Lago di Massaciuccoli, a Torre del Lago. Diverse centinaia di persone, il sole di gennaio che lento scruta ogni angolo, ogni albero, viso e casa.

Logo Puccini Marathon

Qualche giro di corsa per riscaldarmi i muscoli, lo stretching che oltre alla necessita’ assume anche un ruolo secondario scaramantico, di concentrazione: le ore passate ad allenarsi oramai sono finite nelle gambe, nel cuore, nella testa – non rimane altro che concentrarsi per tirarle fuori durante la corsa, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro.

I soliti tipi attorno: dai (pochi) minimalisti, corridori per il puro piacere di correre ai super-tecnologici in collegamento diretto con i satelliti per conoscere tempi, posizioni, medie – gli amici delle polisportive, qualcuno gia’ in maschera per il carnevale. Mi piace molto correre, mi piacciono le gare e la sfida con i miei limiti: gareggiare in gruppo? si, anche se alla fine si perde un po’ del fascino della concentrazione, dell’ascoltarsi durante il percorso.

Tre, due, uno: partenza! Il serpentone inizia veloce a snodarsi lungo il viale che dalle rive del lago va fino al paese – gli altoparlanti emettono le pucciniane note di Nessun dorma (che altro?), che danno una carica e una emozione al pari di una barretta di destrosio…. e poi i chilometri si allungano, la media che tengo e’ veloce, in linea con le aspettative – e continuo.

I piedi, le gambe, il corpo tutto risponde bene in una lieta fatica che si allunga lungo il percorso: primi venti minuti, secondi – proseguiamo per il viale dei Tigli, bellissimo cammino alberato parallelo all’Aurelia e alla costa. Ancora chilometri, tutto prosegue bene – il ritmo e’ costante, il passo non e’ pesante e il fiato e’ armonioso. E gia’ si incrociano i primi che stanno tornando indietro – la loro media fara’ si che raggiungeranno il traguardo poco dopo l’ora… E si continua.

Ancora chilometri, siamo oltre la meta’ , i tempi sono nella media stimata – un po’ di fatica inizia ora a sopraggiungere, il passo si appesantisce accorciando la falcata – ancora cinque chilometri e poi ci siamo. Attacchiamo il tratto lungomare, passando sulla strada che costeggia i locali in riva al mare. Mi raggiunge un gruppetto con il pacemaker in testa: e’ quello di 1h 45′ … all’andata lo avevo superato troppo velocemente, ora mi supera incitanto come una chioccia il suo gruppetto che lo segue fedelmente. Sento che la stanchezza cresce nelle gambe, il mio muretto sta arrivando – ma non mollo, mi accodo anch’io forzando il ritmo al loro.

Ultimo chilometro, ultimo sforzo – per tagliare a 1h 44′ 34″ – abbassando cosi’ di circa dieci minuti il mio record. La gioia di avere corso, la gioia di essere arrivato e, certo anche quella – la gioia di essere migliorati!

Partenza per la corsa

Oggi piove. Ho appena finito di preparare la borsa da corsa con le scarpe, maglia e calzoncini, e fra poche ore si parte per Torre del Lago, dove domani correro’ la Puccini Marathon (e’ una mezza, anche se non so perche’ continuino a chiamarla marathon.. mah!). Da qualche giorno seguo le previsioni meteo della zona – domenica dovrebbe smettere la pioggia, lasciando solo qualche nuovola in cielo…  Non che la cosa mi preoccupi piu’ di tanto: in allenamento ho gia’ corso sotto la pioggia, chiaramente preferisco senza, ma se dovesse esserci non mi creo problemi: basta sapere adattarsi, come in tutto!

Respirare meglio, correre meglio.

Non si smette mai di imparare. Mai.

Un aspetto della corsa su cui mi sono concentranto nelle ultime settimane, e che ha contribuito ad un miglioramento generale insieme ai singoli allenamenti, e’ stata la modalita’ di respirazione.

Durante una corsa un amico mi ha parlato della modalita’ di respirazione addominale yoga, la pranayama, applicata alla corsa. E’ una tecnica di base che gia’ nel corso di yoga pratico – ma che non avevo mai considerato di utilizzare anche correndo. Anche qui ne viene suggerita l’adozione per migliorare la propria capacita’ respiratoria durante una corsa.

Si tratta di distendere l’addome e di permettere ad ogni inspiro agli addominali, e di conseguenza alla sezione inferiore dei polmoni, di potersi dilatare maggiormente aumentando cosi’ la quantita’ di aria che viene inalata.

Ho iniziato cosi’ ad osservarmi meglio durante le corse, e ho notato che effettivamente il mio respirare era molto alto, e non si espandeva a sufficienza verso l’addome basso, impedendo cosi’ di poter inspirare una dose maggiore di ossigeno ad ogni inalazione. Non e’ un meccanismo automatico, occorre concentrarsi all’inizio per avviare poi la serie correttamente – ma dopo un po’ un lieve vantaggio si percepisce, a tutto vantaggio della resistenza e della velocita’.